SAN PIERO PATTI – Accoglienza migranti: il paese si divide tra favorevoli e contrari

Giorno 31 dicembre, alle ore 10:00, il Consiglio Comunale del centro nebroideo dovrà affrontare nuovamente l’annosa e spinosa questione relativa al futuro della Casa di riposo comunale Villa Marià che, conseguentemente, ne apre adesso un’altra egualmente delicata: la possibile accoglienza di extracomunitari in paese.

Riprendendo da dove si era rimasti e per fare chiarezza bisogna ritornare indietro allo scorso 17 novembre, quando, il civico consesso sampietrino prese visione di una proposta presentata all’Amministrazione dal dott. Cono Galipò presidente della Cooperativa Servizi sociali che gestirà la casa di riposo sino alla fine del 2014 .  Sostanzialmente la cooperativa – a causa delle ingenti perdite economiche registrate negli ultimi anni e per cercare di risanare tale situazione e continuare così a garantire servizi e posti di lavoro almeno per i prossimi tre anni- chiese, tra l’altro, l’autorizzazione ad utilizzare una parte di Villa Marià e delle ex scuole elementari site nelle c.de Sambuco e Balze per l’accoglienza di soggetti e famiglie extracomunitarie.Cono_Galipò_002

Per scandagliare la proposta, si istituì un’apposita commissione (formata da Galipò, da consiglieri ed assessori) che, dopo essersi riunita più volte, sembrerebbe essere giunta a delle valutazioni che verranno presentate in Consiglio Comunale  mercoledì.

Al di là delle parti politiche, l’argomento Villa Marià- che potrebbe tradursi nella perdita del lavoro per ben 23 operatori locali – così come la speculare creazione di un centro di accoglienza in San Piero Patti, non hanno di certo lasciato indifferenti i sampietrini, divisi tra contrari e sfavorevoli. Molti i commenti, infatti, postati in merito sui social network; diversi poi i cittadini che hanno chiesto informazioni agli amministratori o ad i consiglieri e molte soprattutto le critiche mosse sulle modalità di gestione della questione che avrebbe dovuto innanzitutto essere discussa con la cittadinanza.

Infatti, se da un lato l’intero paese palesa la volontà di salvare Villa Marià e, quindi, con essa il lavoro e gli introiti che la presenza della struttura assicurano, dall’altro gli abitanti del centro nebroideo, non di certo per pregiudizi razziali o perché contrari ai principi dell’accoglienza, in questi giorni hanno palesato dubbi e perplessità circa la possibile istituzione del Centro destinato a 30 migranti. Incertezze, quelle espresse dai sampietrini, rafforzate anche dagli innumerevoli episodi negativi che si sono registrati in vari altri centri di accoglienza, imputabili sia alla poca trasparenza della gestione delle Cooperative sia ai precari equilibri creatisi tra le comunità locali e gli extracomunitari.

A detta di molti, la collettività doveva essere interpellata per tempo e resa parte attiva in una decisione che non interesserà e modificherà solamente la destinazione d’uso della Casa di riposo ( secondo indiscrezioni, unico luogo nel quale si accoglierebbero i migranti) ma che muterà, non necessariamente in negativo ma notevolmente , l’assetto dell’intero paese.

E’ sentore comune che sia mancato un dialogo preparatorio ed una consultazione  tra la popolazione e le Istituzioni; fase essenziale e necessaria affinché si possa realizzare una futura integrazione tra sampietrini ed extracomunitari per una pacifica e proficua coesistenza.

Nel nuovo anno San Piero Patti assumerà connotati multietnici? Sapranno gli amministratori ed il gestore della Cooperativa realizzare e garantire la convivenza tra gruppi razziali diversi? Quali i progetti di inclusione nel tessuto socio- culturale del paese in favore dei migranti al fine di non ghettizzarli e renderli parte integrante ?

Sara Gaglio

Comments are closed.