SAN PIERO PATTI – Ricordi del 2 giugno nell’istallazione dell’ebanista Enrico Giuttari

I ricordi sono il nostro passato. Elementi fondamentali, che rappresentano il nostro ieri, sui quali vivere il presente ed indirizzare il nostro futuro. Possono essere stati immagazzinati sotto forma di immagini, voci o pensieri; legati ad accadimenti vari che continuiamo a mantenere in qualche recondito spazio mentale perché, evidentemente, ci hanno segnati indelebilmente. anziani_2_giugno_002

Le memorie di un avvenimento consegnato alla storia, cosi’ come è stato vissuto da alcuni sampietrini ( 2 donne e 2 uomini ), sono state traslate dal verbo alla scrittura, “fissate” sulla carta da lettera ed esposte nel giorno del 70° anniversario della proclamazione della Repubblica.
Ideatore l’artigiano ebanista Enrico Giuttari – autore di innumerevoli manifestazioni volte sempre a valorizzare i momenti più significativi della storia italiana e delle nostre istituzioni con un occhio di riguardo sempre al suo amato paese d’origine – che lo scorso 2 giugno ha, infatti, voluto ricordare ed omaggiare pubblicamente i fatti storici, gli avvenimenti epocali e le tante storie di donne e uomini che hanno contribuito – anche direttamente e con i loro sacrifici – alla rinascita di una nazione che veniva fuori dalle macerie del nazifascismo e della guerra.
Lo ha fatto creando con le proprie mani esperte una suggestiva e grandiosa cornice in legno, esposta in un locale di Piazza Duomo, nella quale ha installato fotografie, oggetti e lettere che raccontano il contributo politico e sociale della comunità sampietrina per sconfiggere l’abominio perpetrato negli anni del conflitto.
Tra le tante testimonianze esposte, toccanti e cariche di storico significato le missive redatte da Camuti Giuseppe; Di Giuseppe Nino; Martino Catena e Di Dio Giuseppa: cittadini che ricordano il loro 2 giugno 46.
Comprensibile la gioia espressa in tali scritti soprattutto dalle due donne per la prima volta ammesse al voto: “poter finalmente esercitare il diritto al voto fu un’esperienza particolarmente emozionante”, scrive la sig.ra Martino, classe 1922. La stessa felicità e suggestione per l’importante conquista sociale traspare dalle parole della 94enne Giuseppa Dio Dio: “a quel tempo ero in gravidanza e ricordo che andai alle urne con mio marito. I seggi erano affollati e, data la calca, si verificano alcuni tafferugli e vennero arrestati anche alcuni uomini. Tra questi, fu fermato dai carabinieri anche mio marito Gulino Antonio. Notato il mio stato, le forze dell’Ordine però lo rilasciarono e ci fecero votare per primi. Ho un ricordo particolare di quell’esperienza e degli anni segnati dalla guerra. Oggi, dopo aver vissuto quel periodo buio, auguro pace a tutti i popoli del mondo”. Altrettanto interessanti e suggestivi i racconti dei due sampietrini Camuti e Di Giuseppe che rievocano la vittoria della Repubblica sulla monarchia; i passaggi di come, anche in San Piero Patti, furono tanti i compaesani che lottarono per resistere ai fascisti ed agli orrori della guerra per giungere alla pace.
“La Repubblica darà inizio al moto di emancipazione proletaria. W Mazzini”: queste le scritte – ancora parzialmente visibili sui muri di alcune abitazione del comune nebroideo -ricordate da questi quattro cittadini che hanno vissuto le atrocità del periodo fascista e la successiva rinascita.
Ma loro non sono i soli che Enrico Giuttari, con il proprio impegno e dedizione – ha saputo coinvolgere nel giorno della memoria. Presenti nei locali dell’installazione, pronti a rievocare il loro vissuto soprattutto alle nuove generazioni, quattro sampietrini, reduci di guerra ed immortalati in foto proprio con l’artigiano, da sinistra: Di Gregorio Giuseppe; Ballarino Pietro; Martino Giovanni e Mondello Filippo. Soldati sopravvissuti alla morte e che mai potranno dimenticare il sangue, la distruzione e gli orrori dei conflitti che li hanno visti protagonisti ( Ballarino e Mondello presero parte anche alla battaglia di Montecassino).anziani_2_giugno_003
Il migliore dei modi per scongiurare il ritorno di atroci periodi come quelli vissuti nel nostro passato di italiani sottomessi e prigionieri in casa propria e perseguitati dalla follia omicida che ha sterminato milioni di persone è il ricordo: gli orrori di ieri non devono essere riposti nel dimenticatoio ma, invece, tenuti sempre bene in mente affinché non si ripetano mai più. Solo così la razza umana potrà progredire ed omaggiare il sangue versato per giungere a quella democrazia oggi tanto bistrattata e a quella pace tra i popoli mai raggiunta davvero.

Sara Gaglio

Sara

Comments are closed.