PATTI – Convegno nazionale Coltiviamo la Salute. Pienone d’interesse

Coltiviamo_la_salute_spp24_002Convegno di grande rilievo quello ospitato sabato 28 marzo nella Sala Comunale di Patti.

Rara a vedersi un’aula così gremita di persone interessate, ma ancor più trovarvi contemporaneamente due autorevoli rappresentanti di Stato: l’On. Giuseppe Castiglione, nonché sottosegretario dell’attuale governo italiano, ed il Sen. Bruno Mancuso.

Due interfacce importanti, dunque, fra gli utenti e i legislatori, fra gli agricoltori e gli ordini professionali, che hanno potuto, in tale occasione di confronto su questioni di scottante attualità, riportare le necessità concrete direttamente al vertice governativo.

Difatti, se è interesse sociale la sicurezza sul lavoro, questa incontra non pochi problemi, a partire dalla messa a norma delle aziende e dei macchinari, che non deve essere economicamente proibitiva, e a continuare dal grande lavoro che va fatto a livello formativo, anche qui con costi non a carico dell’agricoltore ma d’investimento istituzionale.

Durante il seminario, è stata rilevata l’importanza del settore agricolo, che potrebbe essere volano di crescita economica, sfatando però il luogo comune di associare solo all’edilizia gli incidenti sul lavoro. I dati statistici risultano, infatti, notevolmente falsati dalla mancata registrazione all’INAIL di molti lavoratori agricoli. Ciò trattandosi spesso di aziende a conduzione familiare, fondate sul generale senso di fiducia nelle proprie capacità di evitare il pericolo.

Così, il perito Francesco Marotta, esperto di sicurezza nei luoghi di lavoro ed energico organizzatore di svariati incontri formativi, ha sottolineato la necessità di un impegno corale nella lotta all’insicurezza sul lavoro. Così come avevano anticipato già nei loro saluti il presidente Dario Natoli del Collegio Provinciale dei Periti Agrari e P.A.L. di Messina, ed il presidente Antonino Sidoti dell’Ordine dei Commercialisti di Patti.

Particolarmente incisivo è stato l’intervento dell’ Ing. Vincenzo Laurendi, responsabile INAIL settore macchine agricole, che non ha mancato di sensibilizzare gli ascoltatori con esperienze toccanti, come quella di un bambino di tre anni rimasto amaramente decapitato per un’infausta disattenzione corroborata da macchinari non in sicurezza. Perché quello agricolo non è solo un settore di lavoro, ma il più delle volte è un ambiente di vita, e pertanto maggiormente bisognoso di attenzione sociale.

Ecco che, sebbene il D. Lgs. 81 del 2008 abbia disciplinato in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ad oggi nel settore agricolo italiano si registrano 150 morti all’anno, contro i 10 in Germania e i 3/4 in Inghilterra.

Dato indicativo di una necessaria revisione delle norme, che lasciano non pochi buchi neri, e di una nuova presa di coscienza dei lavoratori stessi, in tal caso agricoli, che non devono adeguarsi per raggirare possibili, purtroppo insufficienti, controlli ma al contrario rivedere come target di soddisfazione professionale la sicurezza stessa, serenità propria e familiare.

Daniela Buttò

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