SAN PIERO PATTI – “ Identità Violate” : la panchina rossa simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più ma anche voce di speranza e rinascita

 

 

“Una donna uccisa dalla violenza di un uomo lascia un vuoto che non può essere dimenticato”.
La panchina rossa, colore del sangue , è il simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza.
E’ il simbolo di un percorso di sensibilizzazione verso il femminicidio e la violenza maschile sulle donne e,  la sua installazione, mantiene viva una presenza.

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – che si ricorda proprio oggi 25 novembre –  anche il Comune San Piero Patti , in prima linea l’Assessore Cinzia Marchello , ha patrocinato una serie di iniziative volte proprio a condividere la lotta contro questi crimini.

Attività che sono tutte pezzi dell’articolato puzzle  ideato, ancora una volta, dall’Associazione La Clessidra Costruire L’Esperienza/Centro Antiviolenza No al Silenzio di San Piero Patti che ha riproposto – per il sesto anno  ed in collaborazione con altre associazioni locali – l’ iniziativa “TANTI SIMBOLI UN SOLO IMPEGNO: NO AL SILENZIO “. Un contenitore di arte, letture e riflessioni sul rapporto tra i sessi e sugli aspetti culturali che incidono sul continuo perpetrarsi della violenza sulle donne.

E così, nella centralissima via Prof. Profeta è stata collocata una suggestiva panchina progettata e realizzata da Catena Biagia Ballarino Presidentessa del  Gruppo Quintessenza,  Associazione di San Piero Patti che nasce dalla passione comune di un gruppo di amiche e colleghe artiste ( oltre al Presidente : Aurora Crifò; Rosanna Accordino e Marylin Gullo), e dal loro desiderio di creare un punto di ritrovo per chi ama l’arte in ogni sua forma.

“Identità violate”: è questo il nome scelto per questo pezzo d’arte. Un simbolo che – come scrive Rosanna Accordino –  vuol essere un omaggio all’opera pittorica realizzata nel 2012 dall’artista pattese Eyris Crimson ( ovvero Roberta Ricciardi  , ex componente del gruppo delle donne prematuramente scomparsa il 21 maggio 2018, ndr) da cui prende spunto e si ispira.

“Essa vuole raccontare di tutte quelle donne che non hanno avuto voce e che, succubi e impotenti, hanno vissuto una vita ai margini della propria dignità, della speranza e della felicità.

Sono donne che hanno amato: il loro era un sentimento puro ed incondizionato, che credevano fosse ricambiato. Una frase urlata o un commento dispregiativo prima, una stretta nervosa o uno schiaffo di troppo poi, non hanno permesso loro di vedere il pericolo che stavano correndo nel proseguire questo amore malato, o per l’appunto, è mancata loro la voce con la quale chiedere aiuto.

Ma Identità violate vuol essere anche altro: un approdo sicuro, una seduta per il viandante stanco che affronta un lungo cammino. Vuole mettere al centro la donna che così può riprendere in mano la propria vita e con essa la propria dignità, la speranza e la felicità. Vuol dare voce a tutte le donne che, insieme, si trovano ad affrontare percorsi simili di rinascita e che in coro unanime posso urlare il proprio riscatto.”

Inoltre- sempre dalle creative mani del gruppo Quintessenza – è nata l’installazione con le tradizionali scarpe rosse che oggi ha fatto la sua apparizione in Piazza Duomo.

Anche questo 25 novembre sta volgendo al termine, l’ennesimo giorno nel quale ogni donna – mamma, figlia, studentessa o donna in carriera – rientrerà tra le mura domestiche dove ad accoglierla troverà calore ed amore o, più sfortunatamente, l’indifferenza di un uomo che potrà persino sfociare in becera violenza.

La mia giornata lavorativa è quasi finita ed io me ne torno nel mio “rifugio”  con mille sogni, aspettative e speranze per me stessa e per tutte quelle donne che lottano, ogni giorno:

Sogno un mondo nel quale ogni donna possa realizzare la propria indipendenza personale e professionale.

Un mondo nel quale un amore finito non sfoci nella violenza , fisica o psicologica, ed addirittura in omicidio.

Un mondo dove scompaia l’arcaica supremazia maschile figlia dell’ignoranza e della cultura della sopraffazione di genere.

Uomini e donne sullo stesso piano.

Io voglio essere me stessa senza averne paura! Voglio poter indossare gli abiti che desidero, uscire ad ogni ora del giorno e della notte senza dovermi guardare le spalle o avere paura di essere molestata.

A chi subisce violenza mi permetto solo di dire: amiche, figlie, madri e mogli rispettate, prima di tutto,voi stesse.

L ‘Amore violento , quello che non ha petali ma solo spine conficcate nel cuore e nella carne, non è Amore. E non sono uomini- degni di essere definiti tali – coloro che picchiano o assoggettano le donne al loro patologico Ego!

Le bugie che troppo spesso raccontiamo a noi stesse ed il silenzio aiutano solo loro, gli aguzzini!

SÌ al dialogo ed alle denunce affinché giornate come quella di oggi vengano cancellate per sempre dal calendario! “

Ieri#oggi#domani# le donne non si toccano!

Sara Gaglio

 

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.