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Sticky PostSAN PIERO PATTI – Donato alla Biblioteca Comunale “ Helle Busacca “ un fregio storico dell’ex Castello ritrovato da due coniugi sampietrini.

Una preziosa testimonianza storico-artistica arricchisce , da pochi giorni, i locali che oggi ospitano la Biblioteca Comunale  “ Helle Busacca “ di San Piero Patti – ubicati in Piazza Federico III° d’Aragona  – sito che,  negli scorsi secoli, fu il Castello che svettava da una delle colline più alte del territorio sampietrino.

L’opera, che ha trovato la sua giusta collocazione nell’atrio principale dell’ex maniero, è stata donata alla Biblioteca, e quindi alla comunità, dai coniugi sampietrini Enrico Giuttari e Lucia Gulino durante una cerimonia presenziata dal primo cittadino Salvino Fiore, dalle responsabili e dal Comitato della Biblioteca Comunale e dagli alunni della classe terza secondaria di primo grado dell’I.C. “Rita Levi Montalcini”.

 Si tratta di una suggestiva e particolarissima cornice in legno, realizzata artigianalmente dallo stesso ebanista Giuttari, che custodisce internamente una serie di elementi che raccontano, provando a colmare le tante lacune ed imprecisioni storiche, la cronistoria della fortezza riconvertita, prima, in edificio scolastico ed attualmente in una struttura polivalente che, oltre alla sopraccitata biblioteca, annovera anche un Auditorium ed un Museo dell’Artigianato locale in fase di realizzazione.

La cornice contiene sia un prezioso fregio in terracotta, ornamento originario del Castello sampietrino – rinvenuto, nel maggio del 1987, dagli stessi coniugi in un loro terreno adiacente alla struttura, come raccontato nella lettera esposta – sia una serie di inedite fotografie, cartoline e documenti che riportano differenti date (dal 1800 agli anni ‘80 del secolo scorso) che raffigurano l’ex fortezza in varie epoche storiche e ne raccontano, così, le sue evoluzioni architettoniche. Di particolare rilievo, la presenza della fotografia di un dipinto (custodito dalla famiglia sampietrina Paleologo che ne ha concesso l’utilizzo) che riproduce il fortilizio , presumibilmente agli inizi del XIX° secolo, senza la copertura del tetto.

Un castello, quello sampietrino, che – per quanto riguarda la sua originaria struttura – è ammantato solo di ipotesi e supposizioni in quanto, sino ad oggi,  della costruzione ancora integra non erano pervenute né fotografie né altre raffigurazioni sennonché qualche disegno.

Secondo alcune fonti, la prima testimonianza relativa al sito risale al 1252, anno in cui Re Corrado IV di Svevia concesse in feudo a Gualtiero e Giuliano De Manna il territorio di San Piero: i due feudatari furono coloro i quali ordinarono la costruzione del castello. Nel suo storico libro “Storia di San Piero Patti”( 1987), il professore ed ex amministratore locale Giuseppe Argeri, riportava che il luogo che fu eletto per la costruzione della fortezza locale veniva già chiamato “Castello”, nonostante non vi fosse traccia di una simile costruzione. Si potrebbe, pertanto, desumere che durante le precedenti dominazioni – dei bizantini prima ed in seguito della popolazione araba – in tale zona fosse già stato edificato un castello da tali popoli e che, una volta abbattuto, si sia tramandato tale nome all’area.

Fino al 1860, il maniero,  seppur abbandonato, era ancora presente sulla sommità della collina. Dopo tale  data iniziò ad essere demolito dagli stessi residenti che usarono le sue pietre per  costruire le proprie abitazioni. I pochi resti vennero completamente distrutti quando,  nel 1950,  venne costruito un edificio scolastico in loco. Le uniche testimonianze che oggi rimangono della fortezza sono una cisterna  e la base di una delle torri di guardia restaurata un decennio fa.

Il lascito dei due sampietrini, date le premesse circa l’inesistente documentazione sul vero aspetto della fortezza locale, risulta pertanto molto interessante ed importante ai fini di una veritiera ricostruzione storico-architettonica ; ricostruzione che lo stesso Giuttari ha promosso in quanto – come da lui affermato – tutte le immagini che sono circolate sinora sarebbero una sorta “ di falso storico” .

“ Donare questa mia cornice alla Biblioteca Comunale di San Piero Patti, luogo nel quale alberga il sapere e dove si svolgono attività socio-culturali, è per me e mia moglie la realizzazione di una volontà che avevamo espresso da lungo tempo, ha commentato Giuttari. Il nostro intento è duplice: lasciare un ricordo alla comunità sampietrina, soprattutto alle giovani generazioni, della storia dei nostri tesori architettonici ed, anche, dare impulso affinchè venga avviata un’opera di ricerca accurata inerente la storia dell’ex Castello. Invito, pertanto, l’Amministrazione comunale, oggi presente, ad accogliere questo mio suggerimento così come la mia disponibilità ad operare in tal senso”.

“ A nome dell’Amministrazione e della cittadinanza, ringrazio il signor Enrico Giuttari e la moglie Lucia Gulino per il dono che hanno voluto elargire. Il lavoro donato, come del resto tutte le altre opere ed attività socio-culturali promosse in passato dal nostro laborioso artigiano, rappresenta un importante punto di partenza ed un interessante spunto, che coglieremo, affinchè si possa giungere , tramite fonti precise, alla ricostruzione della storia che interessò il nostro antico maniero. Grazie al prezioso lavoro dei dipendenti comunali e del comitato “ Helle Busacca”, in questi anni, abbiamo cercato di rendere questa struttura “ viva” ed attrezzata, soprattutto per quanto concerne la biblioteca, al fine di soddisfare le esigenze formative, informative e culturali dei sampietrini. Il nostro impegno continuerà in tal senso e sarà implementato anche nella direzione della ricerca che riguarda questo sito così da far conoscere a tutti la sua affascinante storia”.

Sara Gaglio

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