MESSINA – Suor Maria Bernadetta Lo Faso. 60° anniversario di vita claustrale (di Anastasio Majolino)

Un traguardo davvero straordinario, quello raggiunto da suor Maria Bernadetta  Lo Faso, clarissa del monastero di Montevergine”,  con il compimento del 60° anniversario di vita claustrale, vissuta  nell’Ordine delle “Sorelle Povere di Santa Chiara”.  Un avvenimento da considerare di grande valore, non solo religioso, ma anche identitario, sociale e culturale, in quanto si tratta di una  commemorazione che non può non  cointeressare l’intera comunità cittadina, essendo riferito ad una persona speciale che per sessant’anni ha dedicato completamente la sua vita di consacrata alla povertà, alla penitenza e alla preghiera a beneficio di tutte le anime e, in particolar modo, per la città di Messina  in cui ha vissuto tanto tempo della sua esistenza.

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Inoltre, suor Bernadetta fa parte  di una larga schiera di seguaci di Santa Eustochia, che da più  di 500 anni, si sono succedute nel monastero di Montevergine. Un prezioso Centro di spiritualità  francescana e clariana, facente parte del grande patrimonio religioso e identitario messinese; che, di conseguenza, rappresenta una componente di grande valore del contesto culturale su cui si fonda in grande misura l’identità collettiva della nostra  terra.

Sulla base di questi valori spirituali fondanti, nella mistica atmosfera del tempio di Santa Eustochia, stretta nell’abbraccio affettuoso delle consorelle, dei parenti e di tanti fedeli presenti, suor Bernadetta è stata al centro del significativo e toccante rito commemorativo e di ringraziamento a Dio per questa importante ricorrenza. Durante La solenne concelebrazione Eucaristica, presieduta dall’Assistente delle Clarisse di Sicilia, p. Domenico Di Liberto, dei Frati Minori, concelebranti:  il cappellano mons. Pietro Aliquò e p. Francesco Calvaruso, parroco della chiesa SS. Pietro e Paolo di Roccapalomba (paese di origine della festeggiata), la 92enne, ma  vivace, clarissa, con toni commossi e decisi ha rinnovato i voti della sua Professione religiosa, confermando la sua ferma volontà di continuare fino alla morte la vita claustrale, nella  povertà, seguendo l’esempio di Gesù e della sua Santissima Madre.

Anastasio Majolino

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