DIARIO NOTTURNO – OBAMA VOTA SÌ ( di Diego Sergio Anza’)

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Ed allora, qualcuno si è sorpreso (o scandalizzato) perché il presidente Usa ha fatto un endorsement a Renzi. Durante l’ultimo State Dinner riservato all’Italia, Barack ha lodato la politica riformista del boy scout fiorentino e la riforma costituzionale.
Io non mi stupisco per nulla. Obama non conosce soltanto, assieme alla fascinosa Michelle, le bellezze dello Stivale; ha ben presente che non si tratta tanto della questione della nostra Massima Carta, quanto della solita questioncella politica made in Strapaese. Lotta di potere, sempiterna storia di Guelfi e Ghibellini.
Referendum quindi come occasione per far fuori Renzi. Benissimo, legittimo, italica antropologia politica. Ed allora Obama, tra una verdurina dell’orto di casa e l’altra, ha fatto un semplice consuntivo e ha pensato: questo giovanotto toscano, qualche sassolino nello stagno lo ha gettato, qualcosa ha smosso dopo oltre trent’anni di quasi totale inerzia governativa. Chi sono i personaggi che vogliono far fuori l’attuale inquilino di Palazzo Chigi? Cosa hanno fatto di nuovo e di utile quando erano assisi nelle stanze del comando? Ed i giornalisti e gli accademici oggi così barricaderi per far trionfare la bandiera del NO, dove si trovavano durante il ventennio del Bunga–Cavaliere?
Per la legge del meno peggio, cui ci costringe un destino crudele, il saggio Obama ha dedotto che è meglio, per ora, tenerci il fiorentino.
Possiamo dargli torto? A malincuore, penso di no.
Esaminiamo, infatti, qualche esemplare della fauna anti–riforme costituzionali. O per meglio dire, anti–Renzi.
D’ALEMA — Il re dei rottamati, come sempre supponente ed astioso, è alla spasmodica ricerca della vendetta. Ha fallito con la Bicamerale, inciuciando con Berlusconi. Blatera di deriva autoritaria, proprio lui che non ha mai sopportato il controllo della stampa libera. Ricordo una sua perla: bisognerebbe chiudere tutte le edicole. È rimasto stalinista. Per favore, si coltivi la vigna.
CUPERLO —- Il suo ventriloquo.
BERSANI — Per carità, persona onesta, ma lui e Veltroni sono i campioni mondiali dello squacquerone.
BERTINOTTI —- L’ex parolaio rosso lo hanno svegliato i cattolicissimi di Comunione e Liberazione. Al loro raduno si è detto contento di cotanto popolo e si è riaddormentato. Meglio così.
GLI ALTRI DELLA SINISTRA SINISTRA– Nessuna notizia, tranne Niki che si culla il pargolo.
BERLUSCONI E CODAZZO — Dopo aver proposto un tipo di riforma analoga, adesso si rimangiano tutto per interessi di bottega. Nulla di nuovo. Proteiforme….berlusconata.
MELONI —– Una fascista che si preoccupa dei pericoli per la democrazia. Che risate!
GRILLO, CASALEGGIO ED ASSOCIATI —– Non ho mai sentito una proposta alternativa. Specialisti nel no sempre, ed in ogni caso, anche se domani gli proponessero DI Maio alla presidenza del consiglio.
ZAGREBELKY E COLLEGHI ACCADEMICI —– Disquisizioni teoriche e virtuosismi pelosi, tanto per dimostrare che solo loro conoscono la Costituzione.
TRAVAGLIO —- È diventato stucchevole e compulsivo. Dopo aver per anni tirato al bersaglio, giustamente, contro il Cavaliere, non sapeva cosa fare delle frecce e ha trovato Renzino. A prescindere. Mi fa ridere il suo J’accuse per la solita storia della svolta antidemocratica e poi è pappa e ciccia con un movimento stellato che subisce gli ordini assoluti del capo, per quanto comico, e che all’interno non applica alcuna norma democratica.
Su questo stesso fronte sono schierati De Mita, Pomicino e Monti. Bastano i nomi!
Direte: ma sul territorio del SÌ abita gente migliore? Uno per tutti: VERDINI. No di certo, tranne qualche nuovo arrivo. Appunto non è questione di riforme, è la solita lotta per le poltrone. È il solito Grand Guignol ed i soliti guitti.
Non ho alcuna simpatia per Renzi e tanto meno per la sua ministra…dell’Etruria. Ho stima per Obama, ma quasi sicuramente (aspetto le modifiche alla legge elettorale) non accetterò il suo consiglio. Sulla scheda referendaria metterò i nomi di don Milani, Di Vittorio, Dossetti, De Gasperi e Pertini. Però che nessuno mi venga a dire che dalla parte del NO ci stanno i difensori della democrazia e dall’altra i futuri tiranni. Non tutti gli italiani siamo come quel novanta per cento che non sa neppure cosa siano il bicameralismo paritario ed il Cnel.
Poverissima Italia!

P. S. Mi sono dimenticato SALVINI (fronte del NO). Ecco una cosa è sicura: mai, dico mai, potrei votare come il supercretino della Lega. Ne andrebbe di mezzo la mia dignità di uomo e di cittadino libero.

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Diego Sergio Anza’

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