DIARIO NOTTURNO – È SCOMPARSA ARABITE ? (di Diego Sergio Anza’)

 

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Che incubo! Vedo pietre maligne che rotolano per i vicoli feriti, vedo tegole senza gola, vedo kandure insanguinate, vedo muffa di legni. Non vedo più case, non vedo più occhi di cavalli, cani e gatti. Non vedo gli occhi di Shamira. Il fiore splendente di Ibn Hamdis chiede conforto ad una goccia di tempesta. Le parole del poeta sono ormai lune nere con corone di schiuma morta. Disseccate sulle rovine. Negli slarghi dell’arenaria, gambe di castagno, pance rugose di quercia e bracciali di sughera. Massacro di cassapanche, sedie, tavoli, letti. Da un armadio impazzito è fuggito il tiretto. Custodiva la memoria.
Il Borgo trema, il terrore corre senza sosta.
Che incubo! Mi spinge un sobbalzo, cerco il pulsante della luce. Anche il Castello è venuto giù? Anche la chiesa di Santa Maria? Anche il Convento dei Carmelitani? Anche la fontana di Santo Vito? Anche Garibaldi e Gorgone?
Il maledetto sogno si perde nella vallata e mi lecco la fortuna. San Piero non è Amatrice. Il terremoto è lontano. Stavolta il destino bastardo ha trafitto il cuore di altre terre. Dimentico i disgraziati del Lazio e provo tanta vergogna per il mio egoismo.Arabite_003

Una pulcetta mi ronza però nelle orecchie. E se ad una placca nostrana venisse voglia di ballare? E se le viscere dei Nebrodi decidessero di torcersi? E se pure il vicino Mare nostrum ribollisse di rabbia sterminatrice?
Gli incubi, come si suol dire, finiscono all’alba ma la realtà non ha tempo e non ammette infingimenti onirici. Toccando e ritoccando, ovviamente, tutti i ferri ed i cabbasisi a disposizione, mi chiedo: cosa succederebbe se un sisma della stessa magnitudo di quello di Amatrice, si verificasse nel nostro comprensorio? La risposta è scontata. Sarebbe lo stesso o peggio di quanto è successo nel Reatino. E quindi mi domando: a parte il ridicolo piano nazionale anti-sismico, di quali strumenti, di quali iniziative, di quali strategie disponiamo per fronteggiare l’eventuale impazzimento della nostra terra? C’è una mappatura delle costruzioni più a rischio? Sono previsti interventi di manutenzione straordinaria per le vecchie case? Esistono piani di fuga? Nelle nostre scuole si svolgono esercitazioni ad hoc? È stato, insomma, già definito un disegno di prevenzione, l’unico che conta in calamità così terribili?
La Natura, in fondo, fa il suo “mestiere”. Noi facciamo il nostro?
Non so chi, precisamente, deve assumersi queste responsabilità, ma chi conosce le proprie competenze, non perda tempo. Sempre con tutti i dovuti scongiuri, non vorrei trovarmi un giorno Renzi in piazza a promettere e confortare.
Io, intanto, stanotte non vado a dormire. Un incubo basta ed avanza. Non sopporterei di…vedere di nuovo la mia Arabite inghiottita da un mostro tettonico. Troppo dolore.

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Diego Sergio Anza’

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