dsp

SAN PIERO PATTI – Il manifesto non conteneva rilievi falsi e non era offensivo. Assolti consiglieri

fascicoli_tribunale01

 

Nella mattinata di ieri 2 febbraio, la Corte d’Appello di Messina, ribaltando il precedente verdetto del Tribunale di Patti, ha assolto Giuseppe Forzano, Armando Interdonato,  Fabio DiDio, Giovanni Cucè e Francesco Pagana, tutti difesi dall’Avv. Franco Barbera, dall’accusa di diffamazione aggravata “perché il fatto non costituisce reato”.

La vicenda si riferisce a quando i cinque erano consiglieri di minoranza all’epoca in cui il Comune di San Piero Patti era retto dal sindaco Ornella Trovato. Nel maggio 2008, gli imputati avevano affisso un manifestino in cui – con toni ed espressioni forti – tracciavano un bilancio fortemente critico del primo anno di attività dell’amministrazione Trovato, elencando minuziosamente tutti i demeriti e le inefficienze che essi  ritenevano di avere riscontrato e concludendo con l’esortazione “Trovato, svegliati!”

A questo seguì, da parte del sindaco Trovato,  querela per diffamazione, aggravata dall’attribuzione di fatti determinati e dall’uso del mezzo della stampa.

La Procura della Repubblica di Patti, contro  i 5 consiglieri aveva, quindi, proceduto in giudizio ottenendo, in un primo momento, la loro condanna a 8 mesi di reclusione, nel 2015, dal Tribunale monocratico di Patti. Inoltre,  gli stessi vennero pure condannati al risarcimento del danno in favore del primo cittadino Trovato, che si era costituita parte civile  difesa dall’Avv. Tino Giusto.

Come richiesto ed ottenuto dal difensore Avv. Franco Barbera, ora la sentenza del Tribunale di Patti e’ stata posta nel nulla dalla Corte Messinese che – come comunicato dallo stesso legale –  ha accolto integralmente le tesi difensive. E’ stato, infatti, ritenuto che, non solo il volantino non conteneva rilievi falsi e il linguaggio usato, anche se forte, non era affatto offensivo. Ma, soprattutto, che i cinque politici avevano esercitato liberamente il diritto di critica politica.

Come evidenziato dagli stessi, l’ assoluzione nel merito è stata ottenuta nonostante la richiesta di prescrizione avanzata dal Procuratore generale per il lungo tempo trascorso. La Corte, infatti, aderendo all’impostazione difensiva, ha riesaminato sostanzialmente tutti i rilievi, stabilendo la piena liceità della condotta dei membri dell’allora opposizione consiliare.

Sara Gaglio

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.