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RACCUJA – Ambulanza medicalizzata del 118 di San Piero Patti salva la vita ad un 84enne

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Che la presenza del medico nelle ambulanze del 118 faccia “ la differenza” è un assunto oramai noto. Non solo per il senso di sicurezza che, alla sola vista di quella divisa, il malato prova ma, anche, per la numerosa casistica che riporta esempi di come sia indispensabile mantenere le ambulanze medicalizzate.
Alle già innumerevoli cronache di episodi conclusisi a lieto fine se ne può annoverare, in questi giorni, un altro a riprova – come sottolineato dallo SNAMI Emergenza in una nota stampa firmata dal Dott. Antonino Grillo, Referente Nazionale SNAMI, dal Dott. Giacomo Magistro, Referente Provinciale SNAMI Settore Emergenza Sanitaria Messina e da Antonino Sciotto, Referente UGL Sanità Messina – che “il modello Messina del 118 funziona e gode di buona salute in aperto contrasto con i recenti tentativi di ridimensionamento del servizio 118 nella provincia di Messina attraverso la rimodulazione dell’emergenza-urgenza con il noto decreto assessoriale n. 629 dello scorso 31 marzo 2017”.
L’ultimo caso, esempio di “ buona sanità” targato 118, si è registrato nella mattinata dello scorso 23 dicembre nel comune di Raccuja.
Secondo quanto riportato, un’ ambulanza del PTE di San Piero Patti, coordinata dal Dott. Marcello Savasta e dai soccorritori sampietrini Massimo Pintabona e Franco Pintabona, è intervenuta in favore di G.R. , anni 84, ancora in vita grazie alla presenza dell’ equipe medicalizzata di soccorso avanzato con organico al completo che ha permesso, dopo accurata visita ed accertamenti eseguiti già a domicilio, di porre al letto del paziente il valido sospetto diagnostico di imminente rottura dell’aorta addominale dell’anziano, di stabilizzarlo sul piano emodinamico e, senza alcuna perdita di tempo, di disporre il suo ricovero verso la struttura sanitaria in grado di garantire nel minor tempo possibile l’intervento chirurgico salvavita.
Grazie alla professionalità ed alla responsabilità di tutta l’equipe avanzata del 118, validamente e costantemente coordinata dagli operatori di Centrale, si è potuta disinnescare quella che gli stessi protagonisti hanno definito una “bomba ad orologeria” in questa corsa contro il tempo resa ancor più pericolosa a causa degli oltre 100 km,in gran parte tortuosi e dissestati, che separano Raccuya dal nosocomio che, alla fine, ha accolto il paziente.
Solo dopo aver bypassato, durante il percorso, ben quattro ospedali territorialmente più vicini e dopo poco più di un’ora di viaggio, l’ anziano è stato, infatti, affidato all’equipe della Chirurgia Vascolare del Policlinico di Messina diretta dal Prof. Filippo Benedetto. Il paziente ha avuto bisogno , sin dall’arrivo in ospedale , di trasfusioni di sangue per contrastare una anemizzazione già in atto secondaria ad una profonda lacerazione dell’aorta.
Sottoposto in emergenza ad un primo intervento nella giornata del 23, e ad una successiva operazione nel corso della nottata, il paziente, operato dalla Dott.ssa Narayana Pipitò e dal Dott. Francesco Mirenda, sotto il supporto anestesiologico dei dottori Roberto Messina e Raffaele De Luca, adesso è sveglio ed emodinamicamente stabile nonostante la prognosi ovviamente rimanga riservata.
L’anziano è ricoverato presso la UOC di Anestesia e Rianimazione del Policlinico diretta del Prof. Antonio David.
Ovvia soddisfazione per l’esito positivo è stata espressa dallo SNAMI che , cogliendo l’occasione per augurare a questa famiglia di Raccuja ed a tutto il personale del 118 un sereno Natale, ribadisce, ancora una volta, il valore e l’ importanza del 118 quale eccellenza da imitare e non certo da smantellare. Un servizio che risponde, ogni giorno, con professionalità alle richieste di salute della popolazione.

Sara Gaglio

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